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Per i bambini dai 5 anni in su il Judo è un’ottima soluzione sportiva poiché si presta in modo ottimale a sorreggere le funzioni connesse con l’età evolutiva. In particolare sembra avvataggiarsene l’aspetto psicologico.

Basti pensare ai rapporti che il bambino intrattiene con i coetanei, il processo più ampio di socializzazione, l’esperienza di vivere il Judo come gioco educativo. E il gioco, come si sa, è funzione di sviluppo fisico e psicomotorio. Il Judo è dunque un’importante fattore educatore e di equilibrio psicologico che compensa pulsioni, tensioni e persino frustrazioni.

Il bambino migliora la padronanza di sé e, conoscendosi meglio, matura una maggiore sicurezza. L’immersione del bambino in un mondo che gli consente di attivare rapporti continuativi con i coetanei accentua la possibilità di scambiare esperienze in un sano confronto guidato e controllato dai maestri e dagli istrutturi.

il Judo rappresenta non solo uno sport ma anche una filosofia per insegnare a vivere. Il famoso pediatra Marcello Bernardi afferma: “Il Judo è uno strumento per cambiare il mondo!” L’uomo ha percorso, da sempre, la strada dell’avidità, dell’idolatria del denaro. Da quando l’umanità ha scelto il vitello d’oro, la parola d’ordine è “badare al sodo”, alla imitazione di padroni e campioni, a far conti, a rafforzare la propria immagine, a guadagnare e a prendere. Il nostra corpo è diventato merce, la nostra mente si è trasformata in un registratore di cassa, il nostra cuore è stato imbavagliato. E il prezzo da pagare è la paura. Abbiamo paura di tutto: della sofferenza, della malattia, della morte, della povertà, della solitudine, del mondo. Per dirlo con le parole di Cesare Barioli: il cuore è lo spirito, l’anima, il centro di coscienza che può essere seppellito da un’educazione tendenziosa. La mente è un magazzino/strumento che archivia immagini; dovrebbe essere al servizio del cuore, ma in realtà è spesso influenzata dal corpo. Quest’ultimo è una comunità di cellule sotto il controllo del cuore. Nel Judo, cuore, mente e corpo si unificano, cioè si concentrano su un principio morale che si sintetizza nel “migliore impiego della energia”.

L’idea fondamentale alla base del Judo –  continua Bernardi – è arrivare a dare incondizionatamente, senza nulla in cambio. “Tutti insieme per progredire”, affermava il suo fondatore. Perché facendo judo miglioro me stesso per essere utile agli altri. Il Judo è una strada per arrivare a questo, perché permette di conquistare il vuoto della mente e quindi di entrare in sintonia con il cuore.

Dopo anni di parcellizzazione del bambino e della pediatria, la nuova generazione di pediatri sta recuperando il senso clinico, cioè l’impiego della ragione. Sta recuperando la visione di insieme del suo piccolo paziente. E in questo, quindi, anche i giovani pediatri sarebbero facilitati dalla pratica del Judo.

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